Look up! America!

di Marco Melloni
con l’inconsapevole collaborazione di
Non ha passato e non ha futuro. Il suo nome lo ha dimenticato. I documenti deve averli persi, come il conto dei suoi compleanni. Non ha età, non ha indirizzo, non ha lavoro.
Non ha più né parenti né amici né amore. Non se li può permettere. Per il fisco, l’anagrafe, l’istituto di statistica, l’assistenza sociale, le liste di collocamento lui, semplicemente, non esiste: non è uomo né donna, né vecchio né giovane, né americano né straniero, né conservatore né progressista, né vivo né morto. Di sé può solo dire ciò che non è: niente, appunto, un buco nel groviera sociale. E malgrado tutto, sopravvive: dorme, respira, mangia, ogni tanto… Soprattutto pensa, pensa, pensa. Non risce a smettere. E parla. Con Mr. Smith. Da qualche anno divide con lui un pezzo di marciapiede al centro di Manhattan.Lo incontrò per caso in un cassonetto. Rimpiazzò quel braccio mancante con un ombrello rotto, gli mise una cravatta al collo per dargli un contegno, un vecchio televisore portatile come testa, un tubo di stufa al posto di una gamba forse persa in qualche guerra senza senso e, ai piedi, scarpe spaiate legate con il fil di ferro. Con l’unica mano, Mr. Smith impugna una trombetta-giocattolo. Sul marciapiede, davanti al manichino, c’è un cappello sfondato e un cartello con scritto, in bella calligrafia: “1 song 1 dollar”. Mr. Smith non è capace di suonare che canzoni immaginarie, parla poco ma ha un grande pregio: sa ascoltare. E l’uomo che ormai non possiede più niente, almeno una storia da raccontare ce l’ha: una storia vera, incredibile, come solo le storie vere riescono ad essere…
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Il calapranzi.

Autore: Harold Pinter
Regia: Pietro De Silva
Genere: teatro sperimentale
Compagnia/Produzione: Area oloTeatro
Cast: Pierpaolo De Mejo, Maris Leonetti
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Wunderkammer Soap #1 by Ricci/Forte
Nicole Kidman, Patty Pravo, le canzoni di Mina in giapponese, balocchi e profumi: questi gli elementi che contraddistinguono l’ambientazione che il duo Ricci/Forte utilizzano per raccontare una storia fatta di sangue, dolore, lacrime e ricordi, come quella del protagonista di “Wunderkammer Soap”, installazione-teatrale che arriva finalmente a Napoli, dopo i successi ottenuti fuori e dentro i confini italici, grazie alla rassegna di cultura omosessuale “In Ogni Senso”, diretta da Luca Mercogliano, ad un anno dal successo ottenuto dalla ditta foramta dai due autori-registi con “Troia’s discount” al Nuovo Teatro Nuovo. La stanza da bagno di un appartamento privato, per la precisione quella del “Patron” dell evento, l’architetto-enologo Diego Nuzzo, che nel suo locale “Penguin” ospita tutta gli appuntamenti della manifestazione, si trasforma in set ideale per questo che potremmo definire un corto teatrale a tutti gli effetti, interpretato in maniera struggente fino a toccare punte di disperato lirismo, dal bravissimo Nicolò Todeschini. Le parole registrate raccontano fuori campo l’io di un transessuale giunto al bilancio definitivo della sua vita, la perdita della sua innocenza, gli incontri consumati in auto prese in prestito, l’attesa di quell’amore che non arriverà, fino ad infliggersi a colpi di rossetto le ferite su di un corpo che non ricorda più la tenerezza ma solo l’offesa.
Il pubblico, che assiste in gruppi di cinque per volta a questo spettacolo-evento, ne rimane turbato, stordito, commosso, e, perché no, financo infastidito. Ma di certo non lascia indifferenti questa storia di stra-ordinaria follia, di una Didone abbandonata al destino che l’omologazione dei ruoli costringe il suo corpo visto diverso dalla società borghese, che di giorno partecipa al family day e di notte cerca il piacere “proibito”.
